SBIRCIAMO LE START-UP

Hackathon, Business Game e altre simili maratone di idee rappresentano un’ottima opportunità per i giovani perché possano capire, concretamente:  come approcciare il mondo del lavoro, quali sono le imprese di riferimento sul proprio territorio e come muovere meglio i primi passi nel mondo delle professioni.

Talento, idee, apertura all’innovazione e al problem solving, insieme a tanta buona volontà sono, spesso, gli ingredienti fondamentali che hanno permesso a giovani come voi di farcela.

Scopriamo insieme alcune delle parole chiavi.

Cos’è una Start-Up ?

Convenzionalmente, nel mondo delle imprese, Start-Up significa Accensione o Avviamento. In concreto una Start-Up è la forma più semplice, dinamica ed innovativa attraverso la quale un soggetto – l’imprenditore – da’ vita ad un’attività da zero.

Tre definizioni famose di Start-up:

  1. “Una startup è un’organizzazione temporanea in cerca di un business model replicabile e scalabile.” Steve Blank.
  2. “Una startup è un’istituzione umana concepita per offrire nuovi prodotti o servizi in condizioni di estrema incertezza.” Eric Ries.
  3. “Una startup è una società concepita per crescere velocemente.” Paul Graham.

Quali sono le più importanti caratteristiche di una Strat-up di successo ?

  1. Scalabilità: una Start-Up deve riuscire a crescere esponenzialmente utilizzando il minimo delle risorse.
  2. Replicabilità: una Start-Up deve essere un formata capace di essere replicabile all’infinito, pur adattandosi ai nuovi territori e alle nuove condizioni.
  3. Innovazione: la Start-Up nasce per innovare, spesso, logiche già esistenti. Bisogna essere sempre aperti all’innovazione costante ed essere capaci e lungimiranti con l’obbiettivo di adattare alle esigenze, ai bisogni concreti, le innovazioni.
  4. Solvibilità: la Start-Up deve essere capace di raccogliere, nei modi e nei tempi più opportuni, i finanziamenti necessari per la sua attività caratteristica; almeno per i primi tre anni.
  5. Coerenza Temporale: la Start-Up è la prima fase del Business, quindi deve essere capace di divenire Azienda, o PMI (piccola e media imprese), secondo una tabella di marcia ben definita nei tempi e nei modi.

Quali sono le tipiche fasi di una Start-up ?

  1. Pre Seed: in questa fase esiste solo l’idea in stato embrionale
  2. Seed: appurato che l’idea è buona ed esiste un mercato, questa è la fase in cui si costruisce l’idea e si cerca di trovare le soluzioni ad ogni bisogno.
  3. Early-Stage: in questa fase gli imprenditori devono aver costituito la società, fatto il primo modello di prodotto o servizio, aver venduto già a pochi clienti il proprio prodotto o servizio con l’obiettivo di finanziare la Start-Up. Insieme alla verifica del proprio prodotto o servizio sul mercato, in questa fase la Start-Up deve riuscire ad ottenere buoni finanziamenti per strutturarsi.
  4. Early-Growth: in questa fase la Start-UP inizia la sua vera e propria crescita e consolidamento come azienda. Dopo aver validato l’idea ed il mercato, inizia l’acquisizione dei clienti, assieme ai primi guadagni.
  5. Growth: a questo punto la Start-Up entra nella vera e propria fase di growth, anche detta “sustained growth” o crescita sostenuta. In questa fase il prodotto o servizio è ormai sul mercato, ed è cruciale aumentare il numero dei clienti, e dunque il fatturato in maniera esponenziale.
  6. Exit: questa è lo step che  rappresenta l’ultima fase nel ciclo di vita della Start-up, ma anche l’ultima fase nel ciclo di finanziamento. La startup ha ormai raggiunto la piena operatività ed è ormai in grado di autofinanziarsi grazie ai ricavi. Si prepara ora all’espansione.

Chi finanzia le Start-Up ?

Sono diversi i soggetti disposti ad offrire dei finanziamenti agli startupper, alcuni di natura giuridica pubblica, altri privata, altri mista. Tra queste fonti troviamo:

  • Bootstrapper: il founder o imprenditore stesso che investe capitali propri nel progetto imprenditoriale.
  • Family, Friends & Fools (3Fs): sono i familiari, amici ed i cosiddetti “folli”, cioè persone di solito con una non altissima disponibilità finanziaria che a diverso titolo vogliono investire nella società.
  • Public Player (ovvero soggetti pubblici): questa categoria è rappresentata Ministeri statali, agenzie nazionali e regionali, dipartimenti nazionali e regionale ed agenzie comunitarie.
  • Incubatori: sono delle società di capitali (anche in forma cooperativa) che offrono all’imprenditore una serie di servizi tra i quali: spazi fisici, co-working, servizi amministrativi e organizzativi, formazione, consulenza (fornita da mentor startup), aiuto nella ricerca di finanziamenti e networking.
  • Acceleratori: un acceleratore startup è una società che supporta lo sviluppo di startup attraverso programmi dalla durata prefissata che includono una vasta gamma di servizi e opportunità di finanziamento. Gli acceleratori investono in startup in cambio di equity (quote o azioni della società). Il termine acceleratore startup viene spesso utilizzato come sinonimo di incubatore startup, ma in realtà vi è più di una differenza tra questi.
  • Piattaforme di crowdfunding: sono delle società che, attraverso le loro piattaforme o portali online, raccolgono capitali nelle forme previste dal crowdfunding. Svolgono quindi un ruolo di intermediazione del credito e, a differenza di banche e SIM, necessitano dell’autorizzazione e della registrazione in un apposito registro tenuto dalla CONSOB.
  • Business angels (o Angel Investor o investitori informali): sono perla maggior parte sono (o lo sono stati) imprenditori, manager, consulenti o professionisti che investono in cambio di equity (di solito sino al 10% del capitale di rischio). Il loro apporto, dato che i loro guadagni sono legati alla crescita della società, oltre che economico può anche essere di assistenza e consulenza e prende il nome di smart money. Alcune volte i business angel e super angel investono in gruppo informale o organizzato.
  • Venture capitalist: sono investitori con elevate disponibilità che investono attraverso degli appositi fondi della durata di 3-10 anni (i venture capital) promossi da società di gestione del risparmio autorizzate. L’investimento di un fondo di venture capital è un investimento in equity.
  • Aziende esterne: le società investono in startup innovative per acquisire innovazioni da introdurre poi nelle loro attività di core business. L’investimento può riguardare l’acquisizione o la totalità del capitale di rischio o l’avvio di partnership (è il concetto di open innovation).
  • Banche e Società di intermediazione mobiliare.

Hackathon for students - Ragusa

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